Contrada Canala: la “bella“ del paese

Contrada Canala a diretto contatto con la natura. A Sant'Angelo del Pesco, in provincia di Isernia, Regione Molise - © Oreste Di Cristino

Allontanandosi dal paese per via Roma, in pochi istanti si è in aperta campagna. La strada continua e dopo un po’, a distanza di qualche chilometro, si intravede un fabbricato rurale immerso completamente nel verde: è il primo casolare di Contrada Canala. Andando ancora avanti, sempre sulla provinciale, si notano per chilometri, di qua e di là della strada, altri casolari immersi completamente in una immensa campagna: è la campagna di Sant’Angelo del Pesco. Un luogo affascinante. Un vasto territorio immerso nel verde e proprio la presenza di queste tipiche abitazioni rurali (una volta chiamate masserie) molto distanti l’una dall’altra, creano un paesaggio solido dal punto di vista ecologico dove il senso di appartenenza è visibilmente marcato tra coloro che ci abitano. Un patrimonio che va conservato e se possibile sviluppato dal punto di vista qualitativo: un compito collettivo… di tutta la comunità… di tutto il Molise.

Il primo casolare di Contrada Canala lasciando il paese per Via Roma – © Oreste Di Cristino


La gente che (ancora) ci vive si dedica prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento. Un contesto di assoluta tranquillità; stress e rumori sono assenti in ogni periodo dell’anno. Alcuni di questi casolari mantengono ancora oggi quell’impronta tradizionale e conservano quasi inalterate le caratteristiche rurali originarie. Altri, invece, hanno subito interventi di ristrutturazione importanti perdendo un po’ quel fascino di un tempo. Ma la natura, la tranquillità e la tradizione campagnola sono sempre i padroni incontrastati.

La natura, la tranquillità e la tradizione campagnola sono sempre i padroni incontrastati – © Oreste Di Cristino

Uno stile di vita a diretto contatto con la natura. Gli stretti sentieri in mezzo ai boschi, i colori e profumi della vegetazione, il verde intenso della campagna, l’assoluta tranquillità, gli immensi spazi verdi vicino le case danno al paesaggio uno scenario colorato che si fonde armoniosamente con la natura e la vita posto. Il sole, i boschi, la pace, la natura incontaminata, le tipiche abitazioni nel verde danno a tutto il paese quella sensazione di pace.

Tipici casolari non lontano dalla strada provinciale – © Oreste Di Cristino

Quel piccolo mondo di ieri..!

Da ragazzi, in estate, la campagna era la nostra meta e Contrada Canala era la nostra destinazione preferita. Le giornate estive erano lunghe e luminose. Giravamo liberi nel bosco tra campanacci di animali che pascolavano e ogni tanto tra i rumori inaspettati di qualche lepre impaurita dal nostro passaggio. Eravamo alla ricerca di sorprese e di emozioni che solo la campagna poteva regalarci. Vedevamo di tutto: dagli animali da cortile come galline, conigli, tacchini, pavoni… a quelli selvatici: le tanto temute vipere, serpi, e varietà di uccelli… Tantissimi erano gli alberi da frutto: albicocche, pesche, prugne, susine… Ogni stagione aveva le sue. Gli alberi erano carichi e i contadini propretari ci regalavano la frutta fresca di stagione. Mi ricordo, ce n’era tanta: “ecco mangiate queste pesche, sono buone“. Erano veramente buone, succose e saporite.

La strada provinciale che divide in due l’immensa campagna di Contrada Canala – © Oreste Di Cristino

Ammiravamo i contadini al lavoro, un lavoro duro e faticoso. Non c’erano le macchine agricole moderne per lavorare la terra. Non c’era né il sabato né la domenica. L’unica pausa era quando, intere famiglie venivano, a piedi, al paese per la messa della domenica, un bicchiere di vino all’osteria e una chiacchierata con gli amici. Non erano più riconoscibli, erano tutti vestiti a festa, riempivano la piazza… e la domenica dopo la messa era una festa. Verso mezzogiorno una processione di gente si incamminava per Via Roma verso Contrada Canala. La loro pausa era finita. Il tempo di arrivare, pranzare e poi di nuovo, tutti, al lavoro. Durante l’inverno il loro lavoro era limitato alle stalle. In quegli anni la neve era sempre abbondante e durava tutto l’inverno.

La campagna di terra arata della Contrada Canala di fine ottobre – © Oreste Di Cristino

Al calare del sole verso sera, chi in bicicletta, chi a piedi, tornevamo in paese. Mi ricordo, eravamo un bel gruppo. A volte si faceva anche notte e strada facendo, tra concerti di grilli e luminose lucciole che davano spettacolo, era festa grande. Poi, stanchi e appagati, tutti a casa. Il nostro pomeriggio “in terra straniera“, finiva lì.

Immensi spazi che solo gli abitanti del posto conoscono molto bene – © Oreste Di Cristino

E oggi..?

Anche se oggi lo stile di vita contadina deve essere strettamene legato all’evolversi della modernità, per chi ci vive, il contatto diretto con la terra è rimasto intatto. Gli antenati vissuti in questo contesto sociale, hanno lasciato storia, usanze, conoscenze e tradizioni. La popolazione attiva che ieri lavorava la terra oggi non è più la stessa. La modernizzazione ha portato dei cambiamenti importanti e significativi che ha coinvolto l’identità e il ruolo del contadino.

È facile intuire come la storia di questi luoghi oggi sia legata strettamente all’evolversi della modernità – © Oreste Di Cristino

Ma la ricchezza della vegetazione e la varietà delle fioriture sono ancora lì e sono ancora le attrattive maggiori di questa parte del nostro paese. Rispettare, proteggere e godere di questo eccezionale patrimonio naturale, contribuirà a conservare e valorizzare l’ambiente rurale e a mantenere vive le nostre tradizioni in tutte le sue forme che spesso i ritmi della vita moderna non ci consentono più di osservarle con una “poetica“ attenzione.

Uno scenario unico che esplode in tutta la sua bellezza – © Oreste Di Cristino

Gli splendidi panorami, i vicoli che serpeggiano tra i boschi, le strade che permettono di passeggiare nel cuore di una campagna dove passeggiare significa entrare in un mondo dominato dal silenzio assoluto; sentirsi un po’ fuori da tutto e da tutti; sono valori inestimabili che non riguardano soltanto Sant’Angelo del Pesco o la stessa Contrada Canala, ma l’intera Regione Molise. Un patrimonio paesaggistico che solo loro, gli abitanti del posto, conoscono molto bene.

Un mondo dominato dal silenzio assoluto – © Oreste Di Cristino

A bordo di un elicottero sulla splendida vallata del nostro magnifico paesaggio sorvolando Contrada Canala.

Il collage di immagini che vediamo qui sotto è Contrada Canala dall’elicottero. Un territorio immerso nel verde. La folta e verde vegetazione impedisce addirittura di vedere i singoli casolari e la strada che porta al paese, in alcuni tratti, è letteralmente sepolta dal verde intenso. Uno scenario unico della natura che esplode in tutta la sua bellezza in un unico colpo d’occhio. Paesaggi “lunari“, un fiore all’occhiello per Sant’Angelo del Pesco e per la Regione Molise.

Lasciando Pescopennataro in elicottero si inizia la discesa verso Sant’Angelo del Pesco sorvolando la stupenda Contrada Canala. Un paesaggio “lunare“ – © Yves & Oreste Di Cristino