…di Rossella D’Abruzzo

Presidente Proloco Sant’Angelo del Pesco

VIVISANTANGELO 2004
Agosto 2004

Un evento culturale di grande importanza nella storia di Sant’Angelo. Una esposizione che ha proposto contemporaneamente le novità più interessanti della tecnica digitale, dalla fotografia al disegno.

Il 7 agosto 2004 veniva inaugurato un percorso virtuale, alla scoperta di vicoli e angoli nascosti del paese. Oreste Di Cristino presentava a Sant’Angelo la rassegna dell’immagine digitale “vivisantangelo”, una mostra di disegno e fotografia digitale. Un evento davvero straordinario: duecento immagini esposte, in un allestimento di notevole eleganza scenografica, in un nero avvolgente che pretendeva attenzione e che invitava al godimento sereno della bellezza rappresentata. Un modo nuovo di fare cultura e di promuovere l’immagine di Sant’Angelo.

La prima sezione della mostra proponeva un viaggio virtuale attraverso gli scorci più suggestivi e i momenti più significativi della vita quotidiana santangiolese. Una raccolta di immagini di grandi dimensioni e alcune gigantografie che, con effetti innovativi, un’attenta scelta di colori e particolari ritocchi grafici, raccontavano una Sant’Angelo idilliaca.

Nella seconda sezione c’era il mondo dell’artista: il disegno vettoriale e digitale. Il tema “NuoviOrizzonti” era stato scelto per riflettere sulle nuove possibilità offerte dall’arte digitale. Secondo l’artista, questo tipo di sublimazione e sfumatura di colori sul nero profondo rappresenta un modo nuovo di fare arte in cui la mente e il cuore guidano il mouse del computer invece che il pennello o la matita.

Osservando gli “orizzonti” esposti in questa sezione era impossibile individuare il punto di separazione tra fantasia e realtà. Le immagini erano ricche di sorprendenti effetti visivi e giochi di colori che, a loro volta, erano il risultato di un avanzato processo digitale.

SANT’ANGELO DEL PESCO… THE BOOK
Aprile 2005

È l’amicizia il motore principale di questa iniziativa. È l’amicizia l’elemento portante del rapporto di collaborazione nato tra me e Oreste. Una collaborazione che ha dato già i suoi primi frutti nella rassegna fotografica dell’estate 2004 e che ora ci vede impegnati in un progetto editoriale che speriamo incontri molti consensi.

Abbiamo voluto immaginare e realizzare questo libro nella consapevolezza che già da qualche tempo i viaggiatori amano visitare altri luoghi oltre che le città d’arte. I piccoli paesi, i castelli isolati, i chiostri, le chiese di campagna sono diventate mete importanti e alternative, novità desiderate e ricercate da chi ama conoscere il microcosmo della vita dei borghi. L’Italia è battuta così in lungo e in largo dai viaggiatori che è difficile scoprire nuovi particolari intorno alle grandi vie di comunicazione. Ma quanto conosciamo poco di ciò che vive nelle zone lambite dalle strade secondarie! In questo senso, richiamare l’attenzione su Sant’Angelo del Pesco, attraverso il mezzo della fotografia, ci è sembrato essere non soltanto un omaggio al luogo delle nostre origini, ma anche un invito importante a chi volesse conoscere questo territorio.

Oreste ha voluto inoltre, con la realizzazione di questo progetto, dare un senso di continuità al suo lavoro di approfondimento, artistico e affettivo, del legame forte che lo lega al suo luogo di origine. Un momento decisivo di tale ricerca è stata proprio la rassegna di fotografia digitale “viviSant’Angelo” di cui parlavo prima e che, nell’agosto del 2004, ha registrato un enorme successo di critica e di pubblico.

L’elemento più importante di questo libro, tuttavia, è quello artistico. La fotografia di Oreste non ha soltanto valore documentario, non è soltanto la necessità di fissare un momento storico. È anche, e soprattutto, l’espressione di un sentire forte, tormentato, che necessita di avvicinamento e di interpretazione.

Ogni scatto viene realizzato in momenti di rito solitario e silenzioso, di raccoglimento quasi religioso. Non ci sono figure umane: è come se l’autore avesse bisogno della solitudine per capire meglio, per parlare senza imbarazzi, per esprimersi senza condizionamenti. Da qui scaturisce un modo di avvicinarsi alle proprie radici che sa di carezza necessaria. È come se l’artista avesse voluto affermare il proprio essere nella materia che compone il paesaggio, la vicinanza dei propri atomi a quelli che compongono le strade, le case, i fili d’erba.

E, nel compiersi di un tale sforzo, sembra quasi che la presenza dell’uomo possa disturbare e allontanare i ricordi che, a loro volta, come elfi dei boschi, come fantasmini di favole personali, entrano nei tracciati digitali delle foto e tornano a vivere nell’emozione profonda di chi osserva.

La fotografia, quasi per definizione, arresta il movimento, eterna l’attimo in una sospensione poetica e cristallizzata. Nelle foto di “Sant’Angelo del Pesco… the book” ciò non è del tutto vero. Ciò che Oreste vede, attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, è già fermo. È come se Sant’Angelo avesse voluto fermarsi e scoprirsi, sospendere le sue attività e mostrarsi intimamente, quasi mettendosi in posa.

Sant’Angelo è terra di grigio e di verde, di alberi e di rocce, di erba e di sassi. L’asfalto sgretolato dal tempo prende il colore del cemento e il cemento sembra volersi confondere con le rocce dei monti lontani.

Nelle foto di Oreste persino le cose costruite dall’uomo, con i loro materiali di contemporaneità disturbante, esprimono la necessità di eliminare lo iato, di integrarsi con gli elementi e i colori della natura.

I monti innevati, intorno, nei loro movimenti di bianchi lontani, sembrano oasi orizzontali del cielo e diventano il simbolo di una purezza desiderata. Lo stesso abbraccio tentato dai monti può essere riscontrato nel verde che illumina il grigio santangiolese. È un verde che si avvicina alle case senza alcun sospetto, in un incontro pieno di fiducia tra uomo e ambiente.

La presenza umana marca il territorio, modifica le imprese della Natura. Oreste coglie le integrazioni, facilita gli incontri, sollecita i confronti, stimola lo stare insieme degli uomini e delle cose. Così, erbe e cemento, sassi e lampioni, alberi e asfalto, arbusti e ringhiere metalliche, trovano in questo libro lo spazio ideale per mettere in comune la loro presenza in un esempio importante di armonia.

In questo gioco di arte e natura, di presenza e assenza dell’uomo, persino le ombre vengono coinvolte in un lavoro estetico di grande importanza.
Oreste ha rilevato i frammenti di un codice genetico che caratterizza l’uomo e le cose di questo angolo d’Italia. Ha colto, con ferma capacità tecnica e con grande coinvolgimento artistico e affettivo, l’archetipo della civiltà di queste terre facendo di Sant’Angelo il simbolo e l’esempio di zone di territorio più vaste.

Il libro è stato realizzato inseguendo l’idea di un viaggio nuovo e completo per le strade di un piccolo paese dell’entroterra molisano. Un gesto d’amore, un regalo di tempo, impegno, energia a Sant’Angelo del Pesco. Una guida per osservare luoghi e oggetti conosciuti da un punto di vista diverso. Un invito ad avvicinarsi alle piccole cose di un luogo splendido e incontaminato.

Un dossier di immagini sul paesaggio santangiolese. Una chiave per accedere al mondo affascinante e fantastico della fotografia digitale.
Tutto ciò è “Sant’Angelo del Pesco… the book”.