Don Vincenzo

Mons. Don Vincenzo Del Corso – Parroco Abate di Sant’Angelo del Pesco
Dal 1 ottobre 1949 al 19 dicembre 2010.

Don Vincenzo 1924-2010

Era nato il 13 agosto 1924 a Sant’Angelo del Pesco. Per colpa della guerra, esule in Basilicata, come tanti altri concittadini sfollati verso la Puglia, aveva dovuto interrompere, per un anno intero, gli studi teologici presso il Seminario Regionale di Chieti, durante i quali si era distinto per l’intelligenza brillante, per il carattere aperto e per il singolare impegno. È stato ordinato sacerdote dal compianto vescove mons. Epimenio Giannico il 29 agosto del lontano 1948, nella chiesa di San Bernardino di Agnone.

Per un breve periodo fu educatore nel Seminario vescovile di Trivento. Nominato parroco, nell’ottobre del 1949, si adoperò subito con piglio giovanile e deciso all’apertura dell’asilo parrocchiale e al sostegno dei parrocchiani per la ricostruzione delle case, in un paese disastrato dagli eventi bellici che feroci si erano scatenati sul fronte del Sangro.

È stato lui l’ideatore, il promotore e il fondatore della locale scuola media, nelle cui classi ha insegnato di tutto e profuse nei giovani allievi tutto il suo amore per lo studio e per il sapere. Altro punto di merito fu il suo paziente e meticoloso accompagnare gli emigranti nel districarsi attraverso il coacervo di leggi e il ginepraio di permessi burocratici che lui, sapientemente e disinteressatamente, riusciva ad ottenere.

Don Vincenzo, stimato ed amato dai suoi parrocchiani, fu incaricato dal Vescovo responsabile delle opere assistenziali diocesane (specialmente della Pontificia Opera Assistenza) proprio per la sua grande sensibilità altruista, per la disponibilità generosa e per il notevole senso pratico. Per molti anni è stato anche vicario foraneo, incarico che svolse sempre con lungimirante equilibrio e con pastorale zelo. Dietro la squisita facilità di relazione e di azione nell’aiutare il prossimo, c’era un forte e profondo spirito di preghiera.

Sempre generoso verso gli altri, il suo cuore fremeva tutto di compassione e questo sentimento lo si coglieva tutto nel momento della predicazione, quando infiammava l’animo degli uditori, perché, al di là di una solida e genuina cultura teologica e umanistica, il suo cuore ardeva tutto di un amore profondo verso la beata Vergine Maria e per il Signore.