A 810 metri di altitudine, nella suggestiva cornice panoramica delle Tre Croci, a Sant’Angelo del Pesco, il silenzio sembra custodire ancora un’eco lontana. È quella di un centro equestre che, per anni, fu molto più di una semplice struttura: un punto d’incontro, un luogo di passione condivisa, animato dall’entusiasmo di una comunità che nei cavalli riconosceva parte della propria identità.
Category Archive: SANT’ANGELO DEL PESCO
Esistono luoghi in cui la storia smette di essere soltanto un racconto custodito tra le pagine di un libro e diventa un’esperienza concreta, quasi un viaggio nel tempo. Sono posti che sembrano sospesi tra realtà e suggestione, dove il paesaggio guida lo sguardo e il silenzio diventa parte della narrazione.
Sette nuovi volumi in produzione
Da qualche tempo, anche a Milano, si parla con curiosità crescente di Sant’Angelo del Pesco e del Molise. Nomi che evocano borghi autentici, tradizioni radicate e un fermento culturale capace di superare i confini regionali per approdare nel cuore produttivo di una grande città.
Nel corso dei miei lunghi peregrinare fotografici attraverso continenti lontani, alla ricerca di luoghi remoti e straordinari del nostro pianeta, ho imparato che spesso sono gli spazi più piccoli a custodire le storie più grandi. Durante un recente viaggio dedicato alle chiese e alle moschee del mondo, ho avuto il privilegio di attraversare paesaggi e culture differenti, incontrando luoghi sacri che, silenziosi e discreti, si rivelano autentici custodi della memoria e dell’identità dei popoli.
La serata, inizialmente grigia e monotona, si è trasformata magicamente con l’arrivo di una pioggia intensa. Quello che poteva essere un momento insignificante ha assunto un fascino inaspettato. La pioggia ha vestito il paesaggio di un’atmosfera nuova, rivelando la quiete umida e sottile sotto una luce completamente diversa.
Ed è così che, durante un viaggio su un TGV verso Parigi, in una giornata uggiosa e carica di nostalgia, mentre il paesaggio scorreva veloce oltre il finestrino e i miei pensieri che correvano più lenti, tra appunti sparsi e silenzi sospesi, è nato questo piccolo racconto, dedicato alla piccola chiesetta.
Questa foto è stata scattata nel 1955 in uno studio fotografico – probabilmente quello di mio zio, Oreste Mariani, il primo nella storia di Sant’Angelo del Pesco.
La foto rappresenta un magnifico esempio di quando la fotografia era ancora un’arte autentica, un mestiere che richiedeva talento, sensibilità e uno sguardo esperto. Il fotografo non si è limitato a premere un pulsante, ma ha costruito con cura l’inquadratura, diretto la scena con maestria, calibrato attentamente la luce e selezionato con cura lo sfondo.
Torno spesso al mio paesello, un piccolo borgo dell’entroterra molisano, immerso tra le montagne della Val di Sangro, proprio al confine tra tre province – Isernia, la mia, Chieti e L’Aquila – e due regioni, Abruzzo e Molise.
Dopo un lungo viaggio per il mondo, tra aerei, TGV e Frecciarossa, arrivo finalmente alla mia stazione del cuore: Fossacesia/Torino di Sangro. È lì che sento l’aria di casa. Salgo su un taxi e inizia l’ultimo tratto del viaggio, quello più familiare e più atteso: la strada verso il Molise, verso il mio paese.
“La vita è bella“ – 1997
Nel celebre capolavoro “La vita è bella“ di Roberto Benigni, vincitore di tre premi Oscar e tra i film più amati del cinema italiano, c’è un dettaglio che, a una prima visione, può facilmente sfuggire. Un dettaglio che, però, a Sant’Angelo del Pesco, molti riconoscono immediatamente — nonostante la sua apparente discrezione sul grande schermo.
Un nuovo libro ci accompagna in un viaggio affascinante attraverso i matrimoni santangiolesi di altri tempi. Un racconto per immagini che diventa vera e propria testimonianza storica, capace di raccontare stile, moda e tradizioni di un’epoca. “I matrimoni di una volta” è il titolo di questo volume di 160 pagine, che raccoglie oltre 140 immagini ed è entrato in stampa questa mattina.