Non una semplice collana di libri, ma il cuore di un progetto editoriale senza precedenti dedicato a Sant’Angelo del Pesco. Dodici volumi per raccontare mille anni di storia.

Al centro della collana nasce MILLENNIO, il volume enciclopedico destinato a raccogliere, custodire e raccontare oltre mille anni di storia, memoria, tradizioni e identità di un piccolo paese di appena trecento anime, ma con un patrimonio umano e culturale straordinariamente vasto.

A 810 metri di altitudine, nella suggestiva cornice panoramica delle Tre Croci, a Sant’Angelo del Pesco, il silenzio sembra custodire ancora un’eco lontana. È quella di un centro equestre che, per anni, fu molto più di una semplice struttura: un punto d’incontro, un luogo di passione condivisa, animato dall’entusiasmo di una comunità che nei cavalli riconosceva parte della propria identità.

Nel corso dei miei lunghi peregrinare fotografici attraverso continenti lontani, alla ricerca di luoghi remoti e straordinari del nostro pianeta, ho imparato che spesso sono gli spazi più piccoli a custodire le storie più grandi. Durante un recente viaggio dedicato alle chiese e alle moschee del mondo, ho avuto il privilegio di attraversare paesaggi e culture differenti, incontrando luoghi sacri che, silenziosi e discreti, si rivelano autentici custodi della memoria e dell’identità dei popoli.

Questa foto è stata scattata nel 1955 in uno studio fotografico – probabilmente quello di mio zio, Oreste Mariani, il primo nella storia di Sant’Angelo del Pesco.

La foto rappresenta un magnifico esempio di quando la fotografia era ancora un’arte autentica, un mestiere che richiedeva talento, sensibilità e uno sguardo esperto. Il fotografo non si è limitato a premere un pulsante, ma ha costruito con cura l’inquadratura, diretto la scena con maestria, calibrato attentamente la luce e selezionato con cura lo sfondo.

Torno spesso al mio paesello, un piccolo borgo dell’entroterra molisano, immerso tra le montagne della Val di Sangro, proprio al confine tra tre province – Isernia, la mia, Chieti e L’Aquila – e due regioni, Abruzzo e Molise.

Dopo un lungo viaggio per il mondo, tra aerei, TGV e Frecciarossa, arrivo finalmente alla mia stazione del cuore: Fossacesia/Torino di Sangro. È lì che sento l’aria di casa. Salgo su un taxi e inizia l’ultimo tratto del viaggio, quello più familiare e più atteso: la strada verso il Molise, verso il mio paese.

“La vita è bella“ – 1997

Nel celebre capolavoro “La vita è bella“ di Roberto Benigni, vincitore di tre premi Oscar e tra i film più amati del cinema italiano, c’è un dettaglio che, a una prima visione, può facilmente sfuggire. Un dettaglio che, però, a Sant’Angelo del Pesco, molti riconoscono immediatamente — nonostante la sua apparente discrezione sul grande schermo.