È il giorno più atteso dell’anno, quello che più di ogni altro riesce a cambiare il volto del paese. È Ferragosto, certo, ma per noi è soprattutto il giorno dell’Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria: la grande festa, quella che aspettiamo per tutto l’anno e che, quando finalmente arriva, porta con sé qualcosa di speciale, difficile persino da raccontare.
LA BIBLIOVETRINA MILLENNIO
La Bibliovetrina Millennio, inaugurata il 4 luglio, è oggi ospitata all’interno del Cafè i 4 Mori di Sant’Angelo del Pesco. Concepita come un vero e proprio cofanetto della memoria, custodisce i dodici volumi della collana editoriale Millennio: complessivamente oltre 2.500 pagine e più di 2.000 immagini dedicate alla storia, alla vita e alla memoria di Sant’Angelo del Pesco. Non una semplice vetrina espositiva, dunque, ma uno spazio destinato a diventare nel tempo un simbolo della memoria del paese.
Equipaggiati di un’adeguata attrezzatura fotografica, abbiamo intrapreso un’avventura entrando in una misteriosa grotta, fino in fondo, superando i suoi 300 metri di lunghezza.
Tra chips e patatine, croissant e latte macchiato, aperitivi e brindisi tra amici, al Cafè i 4 Mori di Sant’Angelo del Pesco è arrivata una presenza insolita. Non fa rumore, non occupa la scena, ma cattura lo sguardo di chi entra. Tra il profumo del caffè e il vociare di chi si ritrova ogni giorno, ha trovato casa la Bibliovetrina Millennio: un angolo di cultura, memoria e identità che trasforma un luogo di incontro in uno spazio dove la storia continua a vivere.
Un articolo di Assunta Veneruso, giornalista
Il grido di Antonio Borsa contro il buio che inghiotte i giovani
In un’epoca in cui le viole sembrano appassire prima ancora di sbocciare, Antonio Borsa raccoglie i petali spezzati e li trasforma in pagine che profumano di speranza. Il suo secondo romanzo, Profumo di viole sfiorite (NonSoloParole Edizioni, 2025), non è solo un libro: è un atto d’amore verso chi soffre in silenzio, un pugno nello stomaco alla violenza e un abbraccio caldo per chi sta per arrendersi. Dopo il successo del suo esordio con I tre appuntamenti, Borsa torna con un’opera più matura, intensa e coraggiosa.
La fotografia rappresenta per me un’esigenza profonda, quasi un’estensione della mia anima. Viaggiare è parte integrante della mia vita; esplorare territori remoti e angoli nascosti del pianeta mi permette di immergermi in culture e paesaggi sconosciuti. Attraverso l’obiettivo, riesco a catturare e conservare i ricordi, fissando l’essenza di momenti unici e la bellezza di ciò che mi circonda. La mia relazione con la fotografia trascende la semplice passione o professione: essa è un modo per esprimere me stesso, un tentativo di trattenere l’effimero e trasformarlo in racconti visivi.
Scheda tecnica e caratteristiche editoriali del volume enciclopedico MILLENNIO
Alla fine di un lungo cammino attraverso oltre mille anni di storia, MILLENNIO prende forma anche come oggetto: un’opera enciclopedica pensata per durare nel tempo, così come le memorie che custodisce.
Il volume enciclopedico MILLENNIO è stato realizzato con l’intento di offrire un’opera editoriale di alta qualità, capace di restituire con rigore e chiarezza il patrimonio storico e documentario raccolto nel corso della ricerca.
Per alcuni giorni, entrando al Cafè i 4 Mori, c’era qualcosa che non passava inosservato. Attrezzi da lavoro appoggiati qua e là, tavole di legno, continui spostamenti, misurazioni accurate e mani esperte all’opera avevano trasformato, per qualche tempo, la tranquillità del piccolo bar in un laboratorio artigianale. Chi entrava per un caffè, chi si fermava a scambiare due parole o semplicemente a salutare un amico, finiva inevitabilmente per porsi la stessa domanda: «Ma cosa stanno preparando di nuovo al bar?»
Non una semplice collana di libri, ma il cuore di un progetto editoriale senza precedenti dedicato a Sant’Angelo del Pesco. Dodici volumi per raccontare mille anni di storia.
Al centro della collana nasce MILLENNIO, il volume enciclopedico destinato a raccogliere, custodire e raccontare oltre mille anni di storia, memoria, tradizioni e identità di un piccolo paese di appena trecento anime, ma con un patrimonio umano e culturale straordinariamente vasto.
L’11 maggio 1926 il cielo artico fu solcato da una sagoma imponente: il dirigibile NORGE. A bordo, due uomini uniti dall’audacia e dal desiderio di spingersi oltre i confini conosciuti: il norvegese Roald Amundsen, già celebre per le sue imprese polari, e l’ingegnere italiano Umberto Nobile, mente e artefice della macchina volante.