Arroccato su un costone roccioso che domina la valle del Sangro, Pescopennataro è il cuore dell’Alto Molise, un borgo di pietra che sembra nascere dalla montagna stessa.
Di probabile origine longobarda, appartenne un tempo ai potenti Borrello, poi ai Cantelmo nel Quattrocento, e successivamente ai Caracciolo-Pignatelli, seguendo le alterne sorti delle grandi famiglie feudali del Mezzogiorno.

Nel vasto libro del mondo, ogni viaggio si presenta come un capitolo unico e coinvolgente, in cui il viaggiatore diventa il protagonista assoluto, immergendosi completamente in un universo inedito, pronto a scrivere le proprie pagine di avventura. Come un lettore affascinato, il viaggiatore si lascia trasportare attraverso luoghi incantevoli e situazioni sorprendenti, componendo così una storia personale ricca di emozioni e scoperte.

Cinque avventurieri, di nazionalità diverse, si preparano a vivere un’esperienza straordinaria nell’Artico, guidati da un esperto conoscitore di queste terre estreme. Il viaggio inizia da Oslo, poi un volo interno li porta a Tromsø, nel cuore del nord della Norvegia. Da lì, l’ultimo balzo: l’atterraggio all’aeroporto delle Svalbard, la porta d’ingresso a uno dei luoghi più selvaggi e incontaminati del pianeta. Tra ghiacci eterni e paesaggi mozzafiato, sta per cominciare un’avventura che promette di spingersi oltre i confini del mondo conosciuto.

Un ponte tra il linguaggio fotografico tradizionale (l’obiettivo) e quello contemporaneo (l’algoritmo). Il passaggio o l’incontro tra due mondi: la fotografia “classica” e l’immagine generata dall’intelligenza artificiale.

– In un vasto deserto dalle dune morbide e ondulate, una giovane donna si erge contro il vento che le scompiglia i capelli biondi, irradiati dalla luce del tramonto. Il suo sguardo fisso all’orizzonte, dove nuvole scure si mescolano con i bagliori dorati del sole che sta per calare. Indossa un maglione viola e una sciarpa blu che le avvolge il collo, simboli di un calore che sfida la brezza fresca del deserto. Tutto intorno a lei, la grandezza della natura e il silenzio parlano di momenti di riflessione e meraviglia.

Amundsen e Nobile alla conquista del Polo Nord

Il 12 maggio 1926 il cielo artico fu solcato da una sagoma imponente: il dirigibile NORGE. A bordo, due uomini uniti dall’audacia e dal desiderio di spingersi oltre i confini conosciuti: il norvegese Roald Amundsen, già celebre per le sue imprese polari, e l’ingegnere italiano Umberto Nobile, mente e artefice della macchina volante.

Fu in quel giorno che, per la prima volta nella storia, l’umanità toccò con lo sguardo il cuore del Polo Nord. Non vi trovarono la terra misteriosa che molti avevano immaginato, ma un vasto oceano gelato: un mare silenzioso, coperto da banchise in continuo movimento. Davanti a loro non c’era un nuovo continente da conquistare, ma la rivelazione di un mondo diverso, fragile e grandioso, sospeso tra ghiaccio e infinito.