Colombetta

𝗖𝗼𝗹𝗼𝗺𝗯𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗲 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶: 𝗣𝗲𝗽𝗽𝗶𝗻𝗼, 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮, 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗲 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲.

Questa foto è stata scattata nel 1955 in uno studio fotografico – probabilmente quello di mio zio, Oreste Mariani, il primo nella storia di Sant’Angelo del Pesco.

La foto rappresenta un magnifico esempio di quando la fotografia era ancora un’arte autentica, un mestiere che richiedeva talento, sensibilità e uno sguardo esperto. Il fotografo non si è limitato a premere un pulsante, ma ha costruito con cura l’inquadratura, diretto la scena con maestria, calibrato attentamente la luce e selezionato con cura lo sfondo.

Nella foto vediamo la santangiolese Colombetta Sciulli, figlia di Valente Sciulli e Nicoletta Preziosi che posa insieme ai suoi figli – Peppino, Consiglia, Nicoletta e Michele – prima di intraprendere un lungo viaggio che li avrebbe condotti negli Stati Uniti.

Assente nello scatto, ma presente nel cuore della famiglia, il marito e padre Antonio Borrelli – affettuosamente soprannominato in paese “Lunetta”. Antonio era partito mesi prima per preparare il terreno: esplorare il nuovo contesto, organizzare l’arrivo e accogliere al meglio i suoi cari in quella che sarebbe diventata la loro nuova vita. Una consuetudine diffusa tra le famiglie che emigravano definitivamente era quella in cui il capofamiglia, spesso con sacrificio e determinazione, anticipava il trasferimento.

La composizione fotografica, la disposizione dei soggetti, l’attenzione ai dettagli dimostrano la professionalità del fotografo, che in quegli anni era più di un semplice tecnico: era un artista. Nella foto, ogni volto racconta una storia, ogni sguardo è un frammento di vita. I bambini, con i loro sorrisi quasi increduli, esprimono quella timidezza spontanea tipica dei ritratti d’epoca, quando posare davanti all’obiettivo era ancora un evento speciale e la fotografia era un rito, un momento da vivere con emozione e rispetto, destinato a diventare memoria.

Oggi, in un’epoca di immagini digitali scattate in pochi secondi e filtrate all’infinito, questa foto ci ricorda il valore del tempo dedicato a un ritratto, della cura nella posa, della bellezza spontanea che emerge senza artifici. È un documento di un’epoca in cui la fotografia aveva un’anima, capace di restituirci, anche a distanza di decenni, la magia di uno sguardo, il calore di un affetto familiare, l’essenza di un momento irripetibile.

La foto è tratta dal libro Le famiglie di un tempo, un libro che fa parte della collana fotografica composta da 6 volumi, per un totale di oltre 900 pagine accompagnate da oltre 1000 immagini. La collezione sarà disponibile sia in edizione digitale eBook che in versione cartacea, nel formato 21 x 30 cm, edita da Edizioni ViviSantangelo.

Prossimamente a Sant’Angelo del Pesco.