Alcuni quotidiani molisani di recente hanno dedicato spazio a 𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗼, regalando una sorpresa che mi ha profondamente emozionato. In un articolo firmato da 𝗖𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗗𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗲 è stato messo in evidenza 𝙉𝙖𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙖 𝙎𝙖𝙣𝙩’𝘼𝙣𝙜𝙚𝙡𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙚𝙨𝙘𝙤 uno dei tre libri della trilogia natalizia dedicata al paese.

Era Natale, il Natale dell’anno scorso, quello del 2024, quando ho iniziato a scrivere questo volume. Forse è nata così, quasi per caso, la voglia di raccontare la festa che più amo attraverso una serie di episodi, uno dopo l’altro, come piccoli tasselli di un mosaico. Col passare dei mesi quei fascicoli, nati come appunti sparsi, hanno preso forma e si sono trasformati in un libro dal titolo semplice, ma carico di ricordi.

Prosegue la presentazione del nuovo volume Natale a Sant’Angelo del Pesco, un libro che adotta una modalità inedita per raccontarsi: svelare, passo dopo passo, i propri racconti, veri pilastri narrativi dell’intera opera. Si tratta di un progetto particolare, ricco di parole e immagini nuove, capace di restituire l’atmosfera autentica del Natale così come, ogni anno, viene vissuta e sentita.

Il racconto presentato oggi — alle pagine 48 e 49 — richiama la magia della Notte Santa e lascia emergere anche una lieve, inattesa malinconia che, in contrasto con il calore della festa, rende la narrazione ancora più intensa e coinvolgente.

Il volume, composto da 180 pagine e arricchito da oltre 130 immagini di forte valore narrativo-fotografico, è realizzato nel formato 21 × 30 cm. È disponibile, insieme ad altri due titoli che completano la collezione natalizia, al seguente link: https://lemultimedia.press/vivisantangelo/.

A Sant’Angelo del Pesco, il Natale di un tempo, agli occhi di noi bambini, aveva un fascino unico, scandito da festività autentiche e profondamente sentite. L’attesa iniziava con largo anticipo, settimane prima della festa vera e propria, trasformandosi in un crescendo di emozioni. In ogni casa ci si preparava con semplicità: piccoli gesti e decorazioni fatte in casa bastavano a rendere magico l’intero periodo natalizio.

Arroccato su un costone roccioso che domina la valle del Sangro, Pescopennataro è il cuore dell’Alto Molise, un borgo di pietra che sembra nascere dalla montagna stessa.
Di probabile origine longobarda, appartenne un tempo ai potenti Borrello, poi ai Cantelmo nel Quattrocento, e successivamente ai Caracciolo-Pignatelli, seguendo le alterne sorti delle grandi famiglie feudali del Mezzogiorno.

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C’era un tempo in cui l’estate aveva il profumo dell’erba secca e della frutta matura. Era un periodo che non si contava in giorni, ma in attese: l’ultima campanella di scuola, le prime cicale che riempivano il pomeriggio, le sere lunghe che si allungavano come il tramonto dietro le colline. Allora, nel mio piccolo paese, agosto era il traguardo dell’anno, ed io da bambino passavo l’inverno e la primavera ad aspettarlo, come si aspetta un regalo promesso.