Il ritorno dei cavalli alle Tre Croci

Sant'Angelo del Pesco, Molise – Il ritorno dei cavalli alle Tre Croci: un’eco di un passato equestre – ViviSantangelo / Oreste Di Cristino

A 810 metri di altitudine, nella suggestiva cornice panoramica delle Tre Croci, a Sant’Angelo del Pesco, il silenzio sembra custodire ancora un’eco lontana. È quella di un centro equestre che, per anni, fu molto più di una semplice struttura: un punto d’incontro, un luogo di passione condivisa, animato dall’entusiasmo di una comunità che nei cavalli riconosceva parte della propria identità.

Sui tratturi tra Abruzzo e Molise: cavalieri in viaggio fanno tappa a Sant’Angelo del Pesco, Molise – ViviSantangelo / Oreste Di Cristino

Qui si immaginava un progetto capace di unire tradizione e innovazione, dove la bellezza aspra e maestosa del paesaggio si sarebbe intrecciata con iniziative nuove, pensate per valorizzare il territorio senza mai tradirne la memoria storica. Un sogno che per un periodo sembrò possibile, vivo nelle voci di chi lo frequentava e nella vitalità di chi lo aveva voluto. Poi, lentamente, quel sogno si è dissolto, lasciando spazio soltanto ai ricordi di chi lo ha vissuto davvero.

Eppure, qualche mese fa, proprio su quel pianoro, qualcosa ha rotto la quiete. Un nitrito improvviso ha attraversato l’aria limpida di fine autunno. Alcuni cavalli pascolavano tranquilli tra i colori caldi della stagione, quasi a riaccendere per un momento la memoria di quei giorni spensierati. Non si trovavano lì per caso: stavano compiendo una lunga traversata a cavallo lungo uno degli antichi tratturi che attraversano queste montagne.

Sant’Angelo del Pesco, Molise – Sui sentieri della memoria: cavalli in viaggio verso Agnone – ViviSantangelo / Oreste Di Cristino

Il loro viaggio era partito dalla zona di Ateleta-Biferno, al confine tra Abruzzo e Molise. Dopo la sosta a Sant’Angelo del Pesco, avrebbero proseguito verso Pescocostanzo, per poi raggiungere Agnone, passando da Capracotta. Per loro, quella delle Tre Croci era soltanto una tappa breve: una notte di riposo, il tempo necessario per respirare l’aria fresca e autentica di questo luogo prima di riprendere il cammino.

Ho avuto la fortuna di accompagnarli per un tratto di strada. Con loro c’erano i cavalieri Fabio, Gianmarco e Claudio, compagni di viaggio silenziosi e determinati. Abbiamo percorso insieme qualche chilometro lungo i sentieri di montagna, immersi in un’atmosfera quasi sospesa, dove il tempo sembrava rallentare e il passato equestre di queste terre tornava a farsi sentire.

Sant’Angelo del Pesco, Molise – Una notte alle Tre Croci, lungo l’antico tratturo – ViviSantangelo / Oreste Di Cristino

Camminare accanto a loro non era solo spostarsi da un punto all’altro. Era un’esperienza. Ogni passo degli zoccoli sul terreno, ogni fruscio del vento tra gli alberi, ogni dettaglio del paesaggio sembrava raccontare qualcosa. Erano frammenti di storie autentiche, quelle che appartengono ai territori e alle persone che li vivono, storie semplici ma profonde, che meritano di essere custodite e tramandate.

Eppure molte di queste storie, con il passare degli anni, si sono affievolite. Spesso restano sommerse sotto il peso di una quotidianità distratta, incapace di riconoscere il valore di ciò che c’era e che oggi non c’è più.

Sant’Angelo del Pesco, Molise – Un tratto di strada insieme, lungo il respiro antico dei tratturi – ViviSantangelo / Oreste Di Cristino

Forse però proprio questo breve incontro, quasi casuale, può lasciare un insegnamento. A volte, per ritrovare la direzione, bisogna saper rallentare. Fare un passo indietro, osservare, respirare. Solo così si può prendere la rincorsa, scattare di nuovo e riprendere a correre — più consapevoli, più veloci.

Grazie, cavalieri.
E chissà che un giorno i vostri passi non tornino a risuonare ancora tra i sentieri di Sant’Angelo del Pesco, lassù, alle Tre Croci.